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null Presentazione del libro per ipo e non vedenti "Il suono del Tempo"

Dal 18/09/2020 al 18/09/2020

Presentazione del libro per ipo e non vedenti "Il suono del Tempo"

Il 18 settembre alle ore 20.00 presso il Museo Archeologico Fondazione De Palo-Ungaro ci sarà un altro importante appuntamento organizzato dal Festival CultOra - Ex labore to work. Grazie al contributo della Presidenza del Consiglio Regionale della Puglia è stato possibile realizzare un progetto ambizioso, cioè la realizzazione di un libro per ipo e non vedenti: "Il suono del Tempo".

L'autrice, Carmela Sivo, interverrà per presentare l'opera e raccontarne la genesi compositiva assieme al Direttore editoriale di FaLvision, Luciano Maria Pegorari, e al Direttore della Lega del Filo d'Oro di Molfetta, Dott. Sergio Giannulo.

Durante la presentazione sarà possibile vivere l'esperienza di avvicinarsi al mondo dei libri, in modo diverso, conoscendo un altro modo di lettura. Non solo quello degli occhi, ma quello degli altri sensi.

Il progetto CultOra Festival. Ex labore to works” ha come tema cardine il “Lavoro” nelle diverse forme che hanno attraversato i secoli, con la finalità di valorizzare ed offrire un evento culturale divulgativo e trasversale tra le diverse conoscenze e arti, con un occhio rivolto al passato. Il Festival prevede una serie di convegni, conferenze e attività parallele volte allo sviluppo socio-culturale del territorio, nonché la visita al Museo Archeologico, gestito dalla stessa Fondazione De Palo-Ungaro.

La pubblicazione è inserita nella linea editoriale “Leggi la Puglia”, in cui confluiscono tutte le pubblicazioni del Consiglio Regionale della Puglia realizzate con il coordinamento della Sezione Biblioteca e Comunicazione Istituzionale.

L’obiettivo della linea editoriale “Leggi la Puglia”, approvata con delibera n.151/2018 dell’Ufficio di Presidenza, è quello di valorizzare la Puglia, il suo territorio, le sue tradizioni, il suo patrimonio culturale, nonché l’Istituzione consiliare stessa.

Tutte le pubblicazioni sono edite, oltre che in formato cartaceo, anche in formato digitale scaricabile gratuitamente sul sito di Teca del Mediterraneo, la biblioteca del Consiglio regionale della Puglia, così da condividere e rendere fruibili i contenuti anche oltre i confini regionali.

Il libro

Un libro-guida a lettura facilitata, per giovanissimi ipovedenti e non vedenti, che col tatto e col suono, in aggiunta alla vista, impegna tre dei cinque sensi. È il prodotto di un progetto inclusivo, realizzato da Carmela Sivo, una giovane scenografa di grande sensibilità umana e di spiccate doti creative, diplomata all’Accademia delle Belle Arti di Bari. Un progetto che scavalca le barriere, stimola l’immaginazione, coniuga la conoscenza della storia locale con il piacere di apprendere, di tornare con la immaginazione ad un passato evocato con fantasia e creatività. “C’era una volta un villaggio peuceta, Byton...”: è l’avvio di un suggestivo racconto che vede in Dazimas, un ragazzo peuceta di Byton, l’antica Bitonto, protagonista di una vicenda avvenuta quando il profumo della natura vagava nell’area senza le città. Ogni giorno, allo spuntare del sole, si levava dal suo letto di paglia per catturare i suoni o i rumori che si avvertivano d’intorno: i “pùuf pùuf” degli spintoni che i suoi compagni si davano per fare a gara a chi fosse il più forte, i “làaalla la llàaa’’ di sua madre che canticchiava mentre velocemente spostava i pesi sotto il telaio, il  “glu glu glu” del bollito di verdure che stava quasi bruciando nella olla, il russare del padre che rassomigliava ad un grugnito di maiale. Un bel giorno scopre la bottega di un vasaio che aveva in bella mostra anfore per trasportare liquidi, crateri in cui mescolare vino ed acqua, rythà con testa di cavallo. Ma la curiosità lo spinge a toccare alcuni di quei bellissimi prodotti ceramici e subito ne causa la loro caduta provocando un rumore infernale. Dazimas fugge impaurito per raggiungere un luogo nascosto, oltre i secchi cespugli. Era il Tempio sacro. D’un tratto la pioggia, che abbondante scendeva dal cielo, si trasforma in magiche piume. Accarezzato sulle guance da una piuma, una voce gli parla: è la voce di Nike, la dea della Vittoria. Aveva i capelli riccioluti e indossava un chitone stretto da una cintura intorno alla vita. Le piume, che magicamente scintillavano, s’adagiavano sulle sue maestose ali che ondulavano al vento. Alla dea Dazimas chiede di esaudire un suo sogno, quello di poter intrappolare un suono o un rumore. La dea gli risponde: “Impara a catturare il suono di ciò che non ha voce”. Per diversi giorni il ragazzo peuceta continuamente si chiedeva come fare per catturare qualcosa che non sapeva, finché una mattina, mentre era sdraiato sull’erba tra il ronzio delle api che svolazzavano di fiore in fiore, ebbe un’intuizione. Si precipita in casa e cattura con le mani il suono di ciò che non ha voce, un suono che sua madre teneva custodito in una vecchia brocca. Erano i piccoli semi dei fagioli. Sì, i semi non parlano mai, ma se non li ascoltiamo come faranno a crescere? Dazimas aveva capito che il segreto era nella parola “ascoltare”, ossia nel rivolgere attenzione alle cose. E allora la dea Nike gli insegnò a creare un vaso che custodisse un suono senza voce per quelli che verranno. Creò un magnifico cratere che custodì a lungo gelosamente. Secoli e secoli dopo, quella sua capacità creativa riapparve a ciel sereno. Un archeologo, con la sua squadra, intento a scavare dove c’era il villaggio di Byton, trova quel cratere a campana che custodiva il suono del Tempo. Quel suono, visitando il museo, gli uomini dal cuore sensibile sono ancor oggi capaci di percepire. L’obiettivo di questo racconto fantastico è quello di inserire elementi didattici attraverso la narrazione, creata per stimolare la curiosità e l’immaginazione. Un’ambientazione specifica, l’inserimento di reperti reali presenti oggi nel Museo Archeologico della Fondazione, figure mitologiche e un’atmosfera magica concorrono ad aumentare la consapevolezza della propria identità nel protagonista. Il libro si esplora con le dita, stampato in grossi caratteri e in braille, con illustrazioni in rilievo e attraverso il collage di materiali. Un libro bellissimo in cui l'illustrazione tattile, stimolando il comune senso della scoperta, diviene un valore aggiunto: sfogli così pagine popolate di tessuti, materie plastiche, fili e carte, tutti tridimensionali o sagomati in maniera semplice. Si rivela un libro di una semplicità e di un candore incredibile, eppure è uno strumento utile per i piccoli ipovedenti che arricchiscono la loro esperienza sensoriale e non li fanno sentire emarginati. Oltre alla stampa in codice Braille si ricorre anche alla doppia scrittura per favorire la lettura a ipovedenti e vedenti. Ogni materiale proposto nel libro è pensato in funzione di una determinata sensazione tattile sicché si determinano effetti diversi in base al peso, forma, temperatura, nonché impieghi di vari tessuti per meglio identificare l’oggetto rappresentato: il cratere a campana, il rythòn, la dea Nike, l’elmo corinzio, il telaio con i suoi pesi per tessere, la pentola per cucinare, tutti oggetti che l’ipovedente può toccare e imparare a conoscere. È un libro utile per i bambini ipovedenti, ma non meno utile per i vedenti sia per l’aspetto compositivo sia per il soffuso clima fiabesco carico di valori positivi: “La civiltà stessa non può che crescere attraverso la Fiaba perché è proprio il diverso che, donandoci l’esperienza di un altro mondo, ci arricchisce”, sosteneva a ragion veduta il grande Propp.

Recensione di Nicola Pice

Per informazioni:

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