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null "La bellezza è mescolare in giuste proporzioni il finito e l'infinito" Mostra nell’Agorà del Consiglio regionale

Dal 25/10/2019 al 31/12/2019

"La bellezza è mescolare in giuste proporzioni il finito e l'infinito" Mostra nell’Agorà del Consiglio regionale

Il nuovo palazzo del Consiglio regionale si apre sempre più all’arte dell’arte contemporanea. La bellezza ha cittadinanza nel grande edificio a vetri in via Gentile 52, a Bari. Alla suggestiva scultura di Arnaldo Pomodoro, posta all’esterno del complesso (il "Disco in forma di rosa del deserto", simile all’opera dello stesso artista romagnolo che caratterizza la fontana della Farnesina a Roma), si aggiungono le opere di sei tra i massimi Maestri italiani del ‘900, che saranno esposte nell’Agorà, lo spazio coperto all’ingresso. Potranno essere “visitate” dalle 9 alle 18, fino al 31 dicembre.
“L’istituzione non si chiude in se stessa – è il commento del presidente dell’Assemblea legislativa, Mario Loizzo – ma come autentica ‘casa di tutti i pugliesi’ mette a disposizione dei cittadini i manufatti di straordinaria e moderna fattura realizzati da protagonisti riconosciuti dell’arte espressiva internazionale”. Non a caso, la struttura della nuova sede del Consiglio regionale, priva di muri e caratterizzata da vetri e trasparenze, propone come prima immagine al visitatore una spaziosa agorà, una nuova piazza della città, simbolo di democrazia e luogo d’incontro con i cittadini, non solo virtuale, in più occasioni reale, come in questo caso.
Tredici statue di bronzo, provenienti da collezioni private, offrono uno spaccato della scultura contemporanea più rappresentativa. Gli scultori sono Floriano Bodini (1933-2005), Giacomo Manzù (1908-1991), Francesco Messina (1901-1995), Augusto Perez (1929-2000) e Giuliano Vangi.
Il titolo dell’esposizione, promossa dal Consiglio regionale e dalla Giunta, deriva dal pensiero di Platone: "La bellezza è mescolare in giuste proporzioni il finito e l'infinito". L'arte trasforma il caos in ordine, armonia. E grado di compiere il miracolo di dare forma alla bellezza ideale, concretizzando idee, sentimenti e valori in oggetti concreti, in capolavori tangibili.
Il pensiero diventa materia, immagine, identità culturale di una comunità.
La mostra è a cura del Segretario generale del Consiglio, Mimma Gattulli: “attraverso questa retrospettiva è possibile accorgersi di come l'arte e l'arte scultorea in particolare, possa diventare strumento di rivelazione, di epifania e consente di vedere quel che non è visibile, di scorgere l'essenza delle cose: la loro eternità”